Il 59,7% degli Italiani di età compresa tra gli 11 ed i 74 anni è in grado di collegarsi ad internet da qualunque luogo e attraverso qualunque tipo di device. Il dato emerge da AW Trends , il Report della Ricerca di base sulla diffusione dell’online in Italia realizzato da Audiweb in collaborazione con Doxa .
AW Trends presenta i risultati cumulati di 4 cicli di interviste svolte dal 12/05/08 al 13/05/09, che mirano a comprendere, oltre al livello di penetrazione di Internet nel nostro Paese, anche la tipologia di fruitori (stratificati per sesso, età, residenza geografica ecc….) e, soprattutto, le modalità di fruizione della rete. E sono proprio i risultati dell’indagine sui media privilegiati per l’accesso al web a trarre in inganno l’incauto e frettoloso lettore del comunicato stampa diffuso da audiweb per la presentazione del rapporto.
Aprendo il testo integrale del rapporto si scopre, infatti, che è solo il 6,2% della popolazione dagli 11 ai 74 (pari a 2.969 individui) anni ad avere accesso ad internet “da smartphone, cellulare o PDA”. Questi sono principalmente uomini, di età compresa tra gli 18 e i 34 anni, laureati, imprenditori, liberi professionisti, dirigenti, quadri o docenti universitari. Se si incrociano tutti i dati appena citati con quello secondo il quale più della metà della popolazione campione dell’intervista possiede un cellulare dotato di accesso ad internet, emerge chiaramente la tesi secondo la quale la fruizione di contenuti in mobilità è un lusso più che una reale opportunità. Che quasi il 60% della popolazione italiana possa esser in grado di fruire del web in mobilità, tramite palmari, smartphone ecc…, richiede una realtà in cui molte delle barriere che attualmente ostacolano queste modalità di fruizione dovrebbero definitivamente esser abbattute. Si pensi, ad esempio, ai costi elevati degli abbonamenti per ricevere informazioni multimediali su dispositivi portatili, o all’arretratezza – rispetto ad altri Paesi – nella ottimizzazione dei siti di informazione per la visualizzazione sui piccoli schermi. Un’ultima considerazione andrebbe fatti sui risultati relativi alle motivazioni di utilizzo della rete: il 46,1% degli intervistati ha dichiarato di connettersi per trovare informazioni. Tutto questo in un periodo in cui, tra i principali media di informazione italiani, si registra un gran fervore nella confezione di contenuti che possano esser adattabili al maggior numero di media possibili. Tutto sembra convergere, insomma, verso un unico risultato, che poi è quello più auspicabile: un maggior impegno nell’elaborazione di strategie che riescano a diminuire i costi per la fruizione di contenuti multimediali in movimento, oltre ad una migliore fruibilità di tali contenuti dal punto di vista grafico. Senza rinunciare alla qualità, ovvio. Sarebbe un bene. Per tutti.
Aprendo il testo integrale del rapporto si scopre, infatti, che è solo il 6,2% della popolazione dagli 11 ai 74 (pari a 2.969 individui) anni ad avere accesso ad internet “da smartphone, cellulare o PDA”. Questi sono principalmente uomini, di età compresa tra gli 18 e i 34 anni, laureati, imprenditori, liberi professionisti, dirigenti, quadri o docenti universitari. Se si incrociano tutti i dati appena citati con quello secondo il quale più della metà della popolazione campione dell’intervista possiede un cellulare dotato di accesso ad internet, emerge chiaramente la tesi secondo la quale la fruizione di contenuti in mobilità è un lusso più che una reale opportunità. Che quasi il 60% della popolazione italiana possa esser in grado di fruire del web in mobilità, tramite palmari, smartphone ecc…, richiede una realtà in cui molte delle barriere che attualmente ostacolano queste modalità di fruizione dovrebbero definitivamente esser abbattute. Si pensi, ad esempio, ai costi elevati degli abbonamenti per ricevere informazioni multimediali su dispositivi portatili, o all’arretratezza – rispetto ad altri Paesi – nella ottimizzazione dei siti di informazione per la visualizzazione sui piccoli schermi. Un’ultima considerazione andrebbe fatti sui risultati relativi alle motivazioni di utilizzo della rete: il 46,1% degli intervistati ha dichiarato di connettersi per trovare informazioni. Tutto questo in un periodo in cui, tra i principali media di informazione italiani, si registra un gran fervore nella confezione di contenuti che possano esser adattabili al maggior numero di media possibili. Tutto sembra convergere, insomma, verso un unico risultato, che poi è quello più auspicabile: un maggior impegno nell’elaborazione di strategie che riescano a diminuire i costi per la fruizione di contenuti multimediali in movimento, oltre ad una migliore fruibilità di tali contenuti dal punto di vista grafico. Senza rinunciare alla qualità, ovvio. Sarebbe un bene. Per tutti.

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